martedì 22 maggio 2018

Giorno di festa - Jacques Tati, 1949


Jour de fête - FR - 1949

Un piccolo villaggio del centro della Francia si prepara alla festa annuale. I bambini assistono all'arrivo dei giostrai e delle altre persone che iniziano ad allestire una piccola fiera: tiro a segno, lotteria, una tenda per il cinematografo e, naturalmente, una giostra. François, addetto alla distribuzione della posta, dopo aver assistito alla proiezione di un film sul mestiere di postino negli Stati Uniti (e dopo aver bevuto un po' troppo...), si getta in un'impresa folle: un velocissimo giro di distribuzione alla maniera degli americani. Quando la festa è finita il villaggio ritrova la sua calma e la vita di tutti i giorni riprende.
Tati prima di Hulot. Nel 1947, prima dei suoi capolavori comici, Jacques Tati realizzò un cortometraggio, "L'école des facteurs" (la scuola dei postini) in cui aveva creato il personaggio del postino François, ripreso poi per "Giorno di festa", che uscì nel 1949 ed ebbe un buon successo, vincendo anche dei premi in alcune rassegne. Il film fu girato a colori e in bianco e nero, per fortuna, perché per incovenienti tecnici dovuti alla tecnica sperimentale dello sviluppo della pellicola a colori di quel tempo, per molti anni fu visibile unicamente la copia in bianco e nero. Solo nel 1995 fu recuperata dal restauro operato a cura dei suoi eredi, una versione a colori.
C'è già tutta la figura comica di Monsieur Hulot, con i suoi tic, i rumori delle parole (e non il loro significato, che era e resta, insignificante...), il suo stupefatto candore. Il fascino del film risiede nella precisione delle sue osservazioni (i cavalli finti della giostra e i cavalli veri, il sottile disprezzo per "les americains" e per tutte le convenzioni in generale) e nelle sue gag, alcune indimenticabili: il calabrone, la posa dell'albero della cuccagna, la gara di bevute, la bicicletta che corre da sola. Ma anche nella sua poesia un po' malinconica. Un piccolo film di uno dei pochi grandi autori di cinema con una dimensione universale.


Pubblicato su "Il Film del Giorno" del 7 Febbraio 2018.

domenica 13 maggio 2018

Io ti salverò - Alfred Hitchcock, 1945


Spellbound - USA - 1945

La dottoressa Constance Petersen si innamora del suo nuovo superiore e, contemporaneamente, prende in cura un uomo affetto da una grave amnesia. Ma sono la stessa persona.
Senza svelare troppo dell'intreccio e del finale, potrebbe bastare questo come trama, ma c'è di più. Chi è veramente l'uomo che si presenta alla clinica come il Dottor Edwardes? Perché quest'uomo, che risulta chiamarsi John Ballantyne, perde i sensi quando vede delle linee parallele su uno sfondo bianco? Che fine ha fatto il vero Dottor Edwardes? È stato veramente ucciso da John, come lui stesso ammette? Per sciogliere il mistero, la dottoressa Constance fuggirà con lui, chiederà consiglio al suo vecchio professore di psicanalisi, farà un'escursione su una pista da sci con John e svelerà in parte l'enigma, ma non riuscirà ad evitargli il carcere. Solo dopo, riguardando i suoi appunti su di un sogno ricorrente di Ballantyne, riuscirà a scoprire la verità e a salvare il suo innamorato.
Film di grande successo, soprattutto per la notorietà dei protagonisti: Ingrid Bergman e Gregory Peck. Vinse un solo premio Oscar, nonostante le sei candidature, per la colonna sonora (Miklós Rósza). Hitchcock per questo film trovò il suo ideale di attrice: la Bergman rimase per anni una delle sue attrici preferite, se non la preferita in assoluto.
Numerose le sequenze celebri: i particolari che causano le crisi del protagonista, il ricordo di un incidente d'infanzia, la pistola nella scena finale, ma, soprattutto, le indimenticabili sequenze oniriche, con le immagini surrealiste realizzate da Salvador Dalì.

Pubblicato su "Il Film del Giorno" del 6 Febbraio 2018.

lunedì 30 aprile 2018

L'invasione degli ultracorpi - Don Siegel, 1956



Invasion of the Body Snatchers – USA – 1956

Un uomo, apparentemente in preda ad una disperata mania di persecuzione, viene portato in un ospedale psichiatrico, dove racconta ai dottori una strana storia.
È il medico di una piccola cittadina della California - Santa Mira - dove si verificano da qualche tempo alcuni fatti inquietanti. Troppi suoi pazienti sostengono di notare qualcosa di strano nei parenti e negli amici più intimi. Inizialmente incredulo, in un crescendo di tensione, scopre, a poco a poco, un'orribile verità: gli abitanti di Santa Mira vengono sostituiti da corpi identici ai loro, ma privi di qualsiasi emozione. È un'invasione aliena?
"L'invasione degli ultracorpi", film a basso costo dell'americano Don Siegel, è un piccolo (80 minuti) capolavoro. Girato in bianco e nero e con un budget già limitato e corretto al ribasso, non poté scritturare attori di primo piano, come avrebbe voluto il regista, ma ebbe comunque un buon successo, diventando nei decenni successivi un vero film di culto.
Don Siegel, grandissimo professionista (è stato montatore, direttore della seconda unità e infine regista), oltre ad aver diretto diversi capolavori negli anni '50, '60 e '70 (ricordiamo "Contratto per uccidere", "Squadra omicidi, sparate a vista!", "La notte brava del soldato Jonathan", "Chi ucciderà Charley Varrick?", "Fuga da Acatraz" e altri) è stato il "padrino" artistico di altri due magnifici cineasti: Sam Peckinpah e Clint Eastwood.
Questo film ha avuto ben tre remake: "Terrore dallo spazio profondo" nel 1978, "Ultracorpi - L'invasione continua" nel 1993 (in realtà una via di mezzo tra il sequel e il remake) e "Invasion" nel 2007. Un altro rifacimento si sta preparando per il prossimo futuro, ma se ne sa poco.
Mi è sempre piaciuto, l'avrò visto una decina di volte, ha una tensione e un ritmo che non scemano mai, veramente un piccolo gioiello.


Pubblicato su "Film del Giorno", 5 Febbraio 2018

venerdì 27 aprile 2018

Furore - John Ford, 1940



The Grapes of Wrath – USA – 1940

U.S.A., inizio degli anni '30. In seguito alla crisi economica del 1929, molte famiglie di agricoltori perdono tutto (terre, fattorie e i loro poveri risparmi) e sono costrette a migrare verso un posto (la California) che possa offrire loro un lavoro, una sistemazione, un riscatto sociale.
Il film racconta le vicende di una di queste famiglie, i Joad, che partono dall'Oklahoma, carichi di speranze e illusioni che li aiutano a superare immense difficoltà durante il viaggio, dove subiscono sfruttamento, fame e lutti. Giunti nella Terra Promessa, le illusioni svaniscono e le speranze muoiono: la California, almeno per loro, è una terra di miserie, morali e materiali. Ma Tom Joad si ribella.
Il romanziere John Steinbeck, prendendo spunto da una serie di articoli pubblicati nell'Ottobre 1936 nel "San Francisco News", per documentare le condizioni di vita di una popolazione che, attratta da offerte di lavoro, a centinaia di migliaia, aveva abbandonato il Midwest per raggiungere la California, scrisse il romanzo omonimo nel 1938. Pubblicato nel 1939, fu un successo letterario e fu quasi immediatamente trasposto in sceneggiatura da Nunnally Johnson, fedele scrivano di John Ford. Lo stesso Steinbeck approvò la trasposizione cinematografica, anche se non fedelissima e meno massimalista dello scritto originale.
Il titolo originale deriva dal testo di "The Battle Hymn of the Republic" composto durante la guerra civile americana, a sua volta ispirato da un passaggio dell'Apocalisse.
Vincitore di due premi Oscar nel 1941, al regista e alla bravissima Jane Darwell (mamma Joad), il film è da apprezzare per la stupenda fotografia di Gregg Toland e soprattutto per le interpretazioni di John Carradine (Casey) e, naturalmente, del protagonista Henry Fonda, nella parte di Tom Joad. Indimenticabile il suo sguardo dolce ma determinato, lo stesso che avrà negli anni a venire sua figlia Jane, sublime interprete di tanti successi e qualche capolavoro.
"Furore" (1940) è un film in qualche modo complementare a "Com'era verde la mia valle", girato l'anno successivo. In tutti e due i film, una crisi economica epocale travolge un nucleo familiare fino al disfacimento. Ma mentre nel film del 1941, si assiste quasi ad una malinconica predica paternalistica, in "Furore", tutto risulta molto più radicale e il finale somiglia ad un richiamo all'azione (rivoluzionaria), abbastanza inconsueto per un film americano.
Senza dubbio, uno dei miei film preferiti, con sequenze indimenticabili: l’immagine riflessa di mamma Joad con i suoi vecchi orecchini, l’addio di Tom, le ultime parole del film: “Noi siamo il popolo!”.

Pubblicato su "Film del Giorno" del 4 Febbraio 2018

Il sorpasso - Dino Risi, 1962




Trovo incredibile che questo film non sia tra i tanti capolavori di "Film del giorno". Trovo invece appropriato ricordarlo nel periodo dell'anno in cui fu girato e ambientato. "Il sorpasso" è quasi unanimemente considerato un capolavoro. Di volta in volta, citato come il capolavoro della cosiddetta "commedia all'italiana", il capolavoro di Dino Risi, il capolavoro di Gassman. Film inserito nella lista dei "100 film italiani da salvare". Addirittura capostipite di un sottogenere chiamato "road movie": Dennis Hopper, gran conoscitore del cinema italiano, come molti cineasti americani, si sarebbe ispirato a questo film (uscito negli Stati Uniti con il titolo "The Easy Life") nello scrivere il soggetto di "Easy Rider". Girato nell'estate del 1962, durante il "boom economico", breve (troppo breve) periodo di benessere della borghesia italiana, riesce ad essere uno straordinario documento d'epoca e, allo stesso tempo, una sempre attualissima analisi dei pregi (pochi) e difetti (tanti) della classe media del nostro paese, senza nessun giudizio morale. Ne "Il sorpasso" sono presenti miti, usi e costumi del periodo: le canzoni da juke-box con i cantanti più in voga (Tony Renis, Peppino Di Capri, Edoardo Vianello solo per citarne alcuni), la casa al mare, le lunghe vacanze estive, le città che si svuotano in Agosto. Le prime scene sono state girate a Roma, a due passi da dove abitavo all'epoca, ma avrebbe potuto essere una qualsiasi grande città italiana. Perfetto il finale che il regista riuscì ad imporre alla produzione. Un film che non ho mai smesso di amare.

(Pubblicato su "Film del Giorno" del 14 Agosto 2017)

Com'era verde la mia valle - John Ford, 1941



How Green Was My Valley – USA – 1941

Mi ha sempre commosso la storia della famiglia Morgan. Fin da quando vidi "Com'era verde la mia valle" sulla televisione in bianco e nero della nostra casa, nei primi anni '60. La rassegnazione di fronte all'ineluttabilità della vita, in una famiglia di minatori del Galles, alla fine dell'Ottocento. Ogni sequenza, ogni inquadratura, ogni volto, raccontano la quotidianità della vita dei Morgan, simile a quella di tutte le famiglie nella piccola cittadina, che vive in simbiosi con la miniera. Che morirà, quando morirà la miniera.
Vincitore di cinque premi Oscar nel 1942, avrebbe dovuto essere diretto da William Wyler, poi rimpiazzato dalla produzione con John Ford. Anche le riprese dovevano essere realizzate nei luoghi dove è ambientata la storia e in Technicolor, ma i tragici eventi in Europa, imposero la ricostruzione del villaggio sulle montagne di Santa Monica (California) e una più economica fotografia in bianco e nero. Bravi tutti gli attori, dai più famosi Walter Pidgeon e Maureen O’Hara, al giovanissimo Roddy McDowall, fino ai soliti fedeli caratteristi: Barry Fitzgerald, Donald Crisp (che vinse anche l’Oscar, per la sua interpretazione) e altri. Rivedendolo oggi, risulta un po' retorico, a volte lievemente pomposo, certo non il migliore della sterminata cinematografia del regista di origine irlandese (circa 140 film), ma la potenza delle inquadrature, le luci e le ombre, testimoniano dell'immenso talento di uno dei più grandi maestri della settima arte.

Pubblicato su "Film del Giorno" del 3 Febbraio 2018

lunedì 23 aprile 2018

Il terzo uomo - Carol Reed, 1949




The Third Man – GB USA – 1949

Vienna, nell'immediato secondo dopoguerra, come molte altre città europee devastate dal conflitto, è una città fredda, losca, caotica. L’americano Holly Martins, scrittore di romanzetti pulp, arriva in città chiamato dall’amico di un tempo, Harry Lime. Appresa la notizia della sua morte in un incidente alquanto misterioso, rimane in città per indagare, contro il parere dell’autorità di polizia, nella persona del Maggiore Calloway, che lo informa anche dell’attività criminale del suo amico. Martins non vuole crederci e insieme all’amante di Harry, Anna Schmidt (da cui è fortemente attratto) viene a sapere che i testimoni dell’incidente non sono due, come ritenuto dalla polizia, ma tre. Alla ricerca di questo terzo uomo, si innamora definitivamente di Anna e scopre finalmente l’inganno di Harry Lime, che ha inscenato la sua morte per sfuggire alla giustizia. Non finirà bene per nessuno.
“Il terzo uomo”, diretto da Carol Reed, vinse il Grand Prix al Festival di Cannes del 1949 e, successivamente (1951), il premio Oscar per la migliore fotografia (Robert Krasker).
Considerato una pietra miliare del film noir, forse un po’ sopravvalutato all’inizio, merita di essere ricordato per la particolare e famosissima colonna sonora, composta ed eseguita alla cetra da Anton Karas e, naturalmente, per l’interpretazione iconica di Orson Welles, nella parte di Harry Lime. Pochi minuti che contribuirono in maniera significativa al rilancio della carriera di questo genio assoluto. Ricordiamo anche Joseph Cotten, nella parte di Holly Martins, Trevor Howard, in quella del Maggiore Calloway e gli splendidi occhi di Alida Valli che interpreta Anna Schmidt.
Per parte mia, ho iniziato ad amare il cinema noir proprio con questo film, che vedevo in televisione appena adolescente.
P.S. La famosa frase pronunciata da Harry Lime: “In Italia sotto i Borgia ci furono trent’anni di guerre, stragi, ecc…” non era in sceneggiatura, ma fu aggiunta da Welles per accentuare il fascino perverso e cinico del personaggio. Tra l’altro sembra si tratti di una vecchia diceria, scorretta non solo politicamente ma anche storicamente: gli orologi a cucù sono originari della Germania.

Pubblicato su "Film del Giorno" del 2 Febbraio 2018

venerdì 20 aprile 2018

Il settimo sigillo - Ingmar Bergman, 1956




Det sjunde inseglet – SV - 1956
Svezia. Epoca medievale. Di ritorno da una Crociata in Terra Santa con il proprio scudiero, Il cavaliere Antonius Block incontra la Morte. Egli non è pronto ("Dicono tutti così", gli dice la Morte), sfida agli scacchi il triste mietitore e ottiene una proroga fintantoché dura la partita; poi prosegue verso il suo castello, dove l'attende la sua sposa. Durante il viaggio, cavaliere e scudiero attraversano una terra devastata dalla peste, popolata dai vari personaggi del film, che vanno incontro al proprio destino: una compagnia di saltimbanchi, un truffatore, un fabbro in cerca di sua moglie - sedotta da uno dei comici -, una strega bambina condannata al rogo. Il cavaliere è in cerca di risposte, ma nessuno può dargliele. Quando capisce che il suo destino (e quello dei suoi compagni di viaggio) è segnato, tenta di salvare la coppia di giocolieri con il loro piccolo, gli unici che, a suo giudizio, vivono apprezzando quello che hanno, senza pensare al traguardo, riuscendo a vivere in piena armonia con la natura e con la propria coscienza.
I personaggi del cavaliere e del suo scudiero riflettono, probabilmente, le due personalità dello stesso regista: l'uomo dubbioso, che vuole sapere, vuole conoscere Dio, il suo ruolo nel mondo, il significato della vita e della morte e l'uomo pragmatico, saggio a suo modo, che si contenta di sapere quel poco per vivere soddisfacendo i propri sensi. "Il settimo sigillo", presentato nel 1957 al Festival di Cannes (dove vinse il Premio Speciale della Giuria), ha rivelato al grande pubblico il sommo regista Ingmar Bergman, il cinema svedese e alcuni attori come Max von Sydow (il cavaliere), che avrà una splendida carriera a Hollywood, la dolcissima Bibi Andersson (Mia, la moglie del giocoliere), che girerà film in tutto il mondo, e l'ottimo Gunnar Björnstrand (lo scudiero), un fedelissimo del regista svedese con il quale girò più di venti film.
Avrò avuto dieci o undici anni quando vidi la prima volta questo film e mi affascinò subito. In seguito, l'ho sempre ricordato come un capolavoro imprescindibile.

(Pubblicato su Film del Giorno, il 1 Febbraio 2018)

venerdì 11 novembre 2011

venerdì 3 giugno 2011

C'è ancora speranza







Risultati elettorali insperati. Ma forse la grande maggioranza degli italiani non ne può più.


Adesso tutti a votare i referendum del 12 e 13 Giugno.


Ricordiamo:



  • Scheda rossa, quesito 1: è il quesito relativo all'acqua e nello specifico votando SI si chiede l’abrogazione dell’art. 23 bis della legge 133/2008 in base alla quale la gestione del servizio idrico può essere affidata a soggetti privati attraverso gara o a società a capitale misto pubblico-privato;
  • Scheda gialla, quesito 2: è ancora un quesito sull'acqua e nello specifico se si vota SI si cerca di abrogare l’articolo 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 secondo il quale è possibile determinare la tariffa del servizio idrico integrato “in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”;
  • Scheda grigia, quesito 3: è il quesito relativo al nucleare e nello specifico si chiede, votando SI, l'abrogazione dell’art. 7, comma 1, lettera d, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 n. 133, per quel che riguarda la libertà di realizzare impianti nucleari sull’intero territorio nazionale;
  • Scheda verde, quesito 4: è il quesito relativo al legittimo impedimento ovvero la possibilità, votando SI, di abrogare l'articolo 1 (commi 1, 2, 3, 5, 6) della legge 7 aprile 2010 51 che disciplina i casi in cui il Presidente del Consiglio e il Ministri possono non comparire in udienza penale.

giovedì 13 gennaio 2011

Indignatevi

Questa volta voglio solo riportarvi una breve recensione di un libro francese, non ancora uscito in Italia. Per parte mia, se non sarà pubblicato in italiano, per una schifosa forma di autocensura, rispolvererò il mio francese, lo comprerò e lo leggerò nella lingua madre.

Contro le canaglie

di Antonio Padellaro
 
Nell'Italia che ammira i furfanti di successo la parola indignazione può avere un suono ridicolo. Non la ribellione a quanto offende la dignità propria e degli altri. Bensì una maschera moraleggiante e ipocrita con cui dissimulare frustrazione e invidia per chi ha saputo meritarsi denaro e potere, non importa come. Diciamo la verità, qui da noi tra una simpatica canaglia e uno sdegnato galantuomo non c'è partita. Non tutto è perduto, però. Forse anche Stéphan Hessel quando ha dato alle stampe in Francia il suo breve pamphlet pensava a una cerchia ristretta di lettori. Un prevedibile insuccesso per vari motivi. L'età dell'autore, innanzitutto: 93 anni. Si sa la vecchiaia non è mai attraente, e poi cosa avrà mai di interessante da raccontarci l'arzillo nonnino? Ecco le prime righe: "Ricordare le radici nel mio impegno politico negli anni della Resistenza" . Oddio la Resistenza, massimo rispetto, per carità, ma stiamo parlando di un secolo fa. E come s’intitola questo polveroso mattone? Indignez-vous! .Mamma mia, chissà che noia. Ebbene: oltre 500 mila copie vendute in pochi mesi. Le librerie prese d'assalto. Le prime pagine sui principali giornali e grandi dibattiti in tv. Insomma, Hessel superstar. Merito di concetti come questo: "Dobbiamo vegliare tutti insieme affinché la nostra società resti una società di cui andare fieri. Non la società dei sans papier, delle espulsioni, dei sospetti nei confronti degli immigrati, non la società che rimette in discussione le pensioni, le conquiste sociali, non la società nella quale gli organi di informazione sono in mano ai ricchi, tutte cose che avremmo rifiutato se fossimo stati gli autentici eredi del Consiglio Nazionale della Resistenza". Naturale che siano stati soprattutto i giovani francesi ad indignarsi proprio come Stéphan Hessel. Se non ci fosse stato il suo libro non avrebbero mai saputo che alla base della democrazia conquistata con il sangue di tanti c'erano principi e valori ispirati a una organizzazione razionale dell'economia sottratta al potere delle grandi banche. Stéphan e i suoi compagni avevano combattuto contro il nazismo. Ma anche per un futuro che garantisse una stampa realmente indipendente e un’istruzione di qualità per tutti i bambini francesi senza discriminazione alcuna. E allora cominciamo a indignarci anche noi. Contro l'arroganza delle canaglie al potere. Contro la pavidità di certi oppositori sempre pronti a piegare la schiena davanti alla legge del più forte. Può aiutarci questo piccolo libro di un anziano signore rimasto fedele ai suoi ideali di gioventù.




giovedì 9 dicembre 2010

...



Cos'è, un diario? Non so. È tanto che non scrivo.
La giornata è grigia.
La situazione politica è grigia, fino a poco fa era nera, ma una luce vera e propria, ancora non si vede.
Quella economica più o meno uguale, tendente al nero.
La Roma è grigia, nonostante i colori.
Il futuro? Grigio.
Ma allora cos'è, un diario? Mah, è tanto che non scrivo... (repeat)

venerdì 20 agosto 2010

KOSSIGA



Così, come era scritto sui muri d'Italia, quando ero più giovane. Leggendo elogi e necrologi dedicati all'emerito presidente, in questi giorni ho ripensato a quelle scritte e agli anni passati. Anni di misteri, di stragi, più o meno di stato, come cantava Claudio Lolli. Un po' per ricordare, un po' per farli conoscere a mio figlio, ho comprato due libri che consiglio vivamente a chiunque non abbia paura della storia e della verità, anche se spesso è velata, distorta, depistata. Sono due libri che usano la tecnica del fumetto per attualizzare ed emozionare di più: "La strage di Bologna" di Alex Boschetti e Anna Ciammitti, e "Ustica scenari di guerra" di Leonora Sartori e Andrea Vivaldo, editi entrambi da BeccoGiallo (www.beccogiallo.it). Ricchi di informazioni, anche di "partenza" (per saperne di più...), e di interventi autorevoli, costituiscono una preziosa testimonianza per chi non c'era e per chi c'era e non ricorda. Per non dimenticare.

sabato 5 giugno 2010

La libertà di stampa e i libri

Il disegno di legge 1425 contenente le norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, dopo essere stato approvato alla Camera e integrato alla Commissione giustizia del Senato sta per essere discusso in Senato.
Così com’è, la legge rischia di compromettere un diritto dei cittadini, tutelato dalla nostra Costituzione: quello di informazione e di critica.
Ci riferiamo in particolare alle modifiche alle disposizioni attualmente vigenti in merito alla possibilità di pubblicare una sintesi degli atti giudiziari (che siano intercettazioni o interrogatori o qualunque altro documento) non più coperti da segreto prima della conclusione dell’udienza preliminare.
Inoltre la legge in discussione in Parlamento aggancia il divieto di pubblicazione a un’altra legge esistente (la 231 del 2001) relativa alla responsabilità amministrativa delle imprese per reati commessi dai dipendenti nell’interesse aziendale. Con il risultato di inasprire le sanzioni previste sia per i giornalisti (fino a 20.000 euro) sia per gli editori (fino a 465.000 euro). Editori che vengono spinti ad un controllo preventivo sull’operato di giornalisti e autori, attraverso l’acquisizione preliminare di informazioni rilevanti sulle loro inchieste.
Se la legge fosse approvata, per far solo un esempio, oggi probabilmente l’opinione pubblica italiana nulla saprebbe della vicenda che ha portato alle dimissioni del ministro Scajola…
Riteniamo dunque che il nostro paese corra il rischio di una grave limitazione della libertà di stampa, parte essenziale di uno Stato di diritto liberale e democratico. E questo vale non solo per i giornali ma anche per i libri, che svolgono anche in Italia una funzione essenziale per consentire ai cittadini una scelta democratica libera e consapevole.
Ancor più grave sarebbe poi l’effetto sulla società civile. Come chiarito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, la cronaca giudiziaria è essenziale in democrazia per consentire ai cittadini di verificare il corretto funzionamento della macchina della giustizia. Privati delle informazioni necessarie non potrebbero formarsi una opinione equilibrata sulla legittimità delle azioni intraprese dalla magistratura, come invece nei recenti casi sopra citati la cronaca giudiziaria ha consentito loro di fare.

venerdì 5 marzo 2010

Come vogliamo chiamarlo

Una premessa. Dopo l'ultimo post dell'anno, in cui ero quai convinto che peggio non poteva andare, ho vissuto i primi due mesi del 2010 in apnea: stava andando peggio.
Dopo la scoperta di un sistema di corruzione e appalti truccati che gravita intorno (e dentro...) al fiore all'occhiello del, purtroppo per noi, presidente del consiglio italiano, la Protezione Civile (ma non solo...), dopo il senatore del partito al governo (ahinoi...) che prendeva ordini dai boss della 'ndrangheta, dopo la prescrizione di un reato di corruzione commesso dal solito, sempre purtroppo per noi, presidente del consiglio, spacciata al TG1 come un'assoluzione, dopo la farsa delle liste elettorali illegali (firme false e presentate in ritardo) dei candidati del partito al governo, dopo l'approvazione di una riforma (nel silenzio generale) che modifica l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, facendoci tornare indietro di sessant'anni almeno, dopo tutto questo abbiamo ascoltato uomini, giornali e tg di governo (quasi tutti) minacciare (il Capo dello Stato) con il ricorso alla forza ("Siamo pronti a tutto" ha detto il nostalgico di turno) se non si fosse trovata una scappatoia per riammettere le liste elettorali taroccate. La risposta alla domanda del titolo verrebbe da un editoriale di oggi, sulla prima pagina de "il Fatto Quotidiano", a firma di Antonio Padellaro, che cito:
<< Un quotidiano non certo estremista come La Stampa ha scritto che un intervento governativo per ovviare agli errori grossolani del partito del premier sarebbe “abominevole”. E che si passerebbe a un “regime vero e proprio”. Chiamiamolo fascismo e facciamo prima. >>


venerdì 26 febbraio 2010

Nel mio piccolo...

...io ci sarò.


LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI – Manifestazione nazionale 27 febbraio 2010

l’appello

Manifestazione nazionale contro il legittimo impedimento ed a sostegno degli organi di garanzia costituzionale.
Siamo persone libere, autonome dai partiti, decise a rilanciare il rinnovamento culturale e politico in questo Paese.
Rinnovamento gioioso, pacifico e determinato che nasce con il No B Day: l’imponente manifestazione che ha riempito Piazza san Giovanni a Roma il 5 dicembre 2009. La grande festa di democrazia che ha colorato di viola strade e piazze in Italia e nel mondo.
Noi crediamo che l’approvazione della norma sul legittimo impedimento eleverebbe di fatto un cittadino italiano al di sopra degli altri, e dei principi di legalità: violazione palese della nostra Carta Costituzionale.
Non è più tempo di indugiare: è ora che tutti ci mettano la faccia.
Per questo invitiamo tutti gli esponenti della cultura e dell’informazione, della scienza e dello spettacolo, delle forze democratiche e del lavoro, ad aderire e partecipare alla nostra nuova iniziativa.
Per questo invitiamo tutti i cittadini alla grande manifestazione di Roma, in Piazza del Popolo, sabato 27 febbraio 2010 dalle ore 14.30.
A due mesi dal No B Day il rischio per la democrazia è ancora più grande.
Perciò torniamo nella piazza, affianco alla Costituzione e a sostegno degli organi di garanzia che essa prevede:
Nessuna legittimazione per chi attacca i principi della civile convivenza!

Questo appello è promosso da:
Popolo Viola Roma, Presidio Permanente Monte Citorio, Bo.Bi., Blog San Precario, LiberaCittadinanza, pagina Facebook del Popolo Viola.

sabato 30 gennaio 2010

Naturalmente

Naturalmente il Senato ha approvato l'emendamento che ci avvicina ad una stagione di caccia senza vincoli di stagione, per compiacere i cacciatori e, soprattutto, i fabbricanti d'armi (come Pietro Beretta, amicone di Silvione).
Mi domando come fanno, questi individui, a fare sempre le scelte più ingiuste, più dannose, più sbagliate. Ci vuole un'arte, indubbiamente.
Consoliamoci (si fa per dire...) con questo...

...Riassunto della situazione italiana. I partiti non rappresentano più i cittadini. I deputati non rappresentano più il popolo italiano, ma sono al servizio di chi li ha nominati. Le risorse pubbliche sono diventate private attraverso cessioni o con la concessione dello sfruttamento delle autostrade, dell'acqua, dello smaltimento rifiuti. La produzione è in caduta libera insieme all'occupazione. La Fiat chiude le fabbriche. La multinazionale Alcoa lascia l'Italia. Un numero sterminato di aziende è fallita come Phonemedia, 7.000 dipendenti, o sta licenziando come Italtel. Il debito pubblico è fuori controllo, non è un modo di dire, nel 2009 ci siamo indebitati di 140 miliardi di euro in più. Siamo arrivati a 1.800 miliardi di debito, nel 2010 raggiungeremo i 2.000 e pagheremo circa 80 miliardi di interessi. Non esportiamo più, ma le importazioni sono stabili. In un anno il saldo verso l'estero è peggiorato di circa un miliardo e mezzo di euro. Non esiste un piano industriale per il futuro, per recuperare competitività. Progettiamo grandi opere per trasportare merci che non produciamo. La Tav, il Ponte di Messina, l'Alta Velocità sono business per chi li realizza, ma all'Italia non servono, drenano decine di miliardi di euro dal bilancio dello Stato che potrebbero essere investiti nell'innovazione. Gli italiani hanno le tasse più alte d'Europa, ma stipendi inferiori del 32% alla media di quelli europei. Tremorti ha applicato l'aliquota del 5% ai capitali occultati al Fisco, di origine mafiosa, derivanti da traffici illegali o di evasori totali. I contribuenti onesti che lavorano per il fisco almeno sei mesi all'anno non hanno gradito, dopo questo esempio se possono diventeranno evasori. Il Governo non pensa al Paese, è impegnato a varare leggi su leggi per la riforma della giustizia per evitare la galera a Berlusconi. La nostra immagine internazionale è distrutta, dopo lo psiconano è l'ora dei replicanti, da Bertolaso ad Haiti a Frattini ad Hammamet. La moralità pubblica è ai livelli di Bokassa e di Idi Amin, con il ladro Bottino Craxi portato a modello di uomo di Stato. L'informazione è scomparsa, una volta era semilibera, oggi si è dissolta. Per informarsi è rimasta la Rete, contro cui ogni mese c'è una nuova legge, e la televisione svizzera nel Nord Italia. Il territorio è cementificato anno dopo anno e le splendide 100 città d'Italia trasformate in camere a gas. parcheggi e centri commerciali. Le Università italiane, che hanno primeggiato per secoli, sono scomparse dalle classifiche internazionali. Il notro futuro sono centrali nucleari, inceneritori, bretelle, autostrade, rigassificatori e parcheggi. Non dobbiamo dare la colpa a nessuno se non a noi stessi. Ora possiamo cambiare. Una nuova società in cui ognuno conta uno e i nostri figli contano più di ogni altra cosa è possibile. Basta una tua firma questi sabato e domenica per la lista regionale del MoVimento Cinque Stelle. Non sprecare questa occasione e spargi la voce. Loro non si arrenderanno mai (ma si stanno decomponendo sotto i nostri occhi). Noi neppure.


Tratto da http://www.beppegrillo.it/

giovedì 28 gennaio 2010

Appello urgente

Volentieri pubblico questo appello urgente:

CACCIA, “BERLUSCONI, FERMA LA STRAGE”.
Appello di 100 associazioni da tutta Italia al Presidente del Consiglio
“Cancellare l’articolo 38 dalla Legge Comunitaria. E’ un inganno all’Europa e ai cittadini italiani e il
via libera ad nuovo assalto agli animali”.

“Ci rivolgiamo a lei, Signor Presidente, perché intervenga immediatamente e impedisca l’approvazione dell’articolo 38 della Legge Comunitaria, oggi in aula al Senato. Un articolo ingannevole, che traveste da risposta alle richieste europee un’inaccettabile concessione a caccia selvaggia”.
E’ l’appello urgentissimo che oltre 100 associazioni ambientaliste, animaliste, civiche, culturali, sociali, di cittadini, consumatori fotografi, escursionisti eccetera rivolgono stamattina al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a poche ore dal voto in aula del senato della Legge Comunitaria.
Una valanga di adesioni che non si ferma.
“L’articolo 38, tra le altre cose, prevede la cancellazione degli attuali limiti massimi della stagione venatoria e dunque permetterà, se approvato, l’estensione della caccia anche oltre i già lunghi 5 mesi attuali, con l’ennesima strage di animali selvatici, di uccelli migratori, di cuccioli ancora alle dipendenze dei genitori, ma anche la presa in giro dei cittadini italiani che dovranno tollerare la presenza e i fucili dei cacciatori nei propri terreni per un periodo ancor più lungo di quanto non lo sia già oggi.
Il paradosso, Signor Presidente, è che tutto ciò avviene in risposta ad una durissima procedura di infrazione europea che contesta all’Italia di concedere troppe deroghe e di non prevedere il divieto assoluto di caccia nei periodi di dipendenza e migrazione degli uccelli. In sostanza, ci contesta di cacciare troppo e male. Bene: qual è invece la risposta che darà oggi il Governo? Quella di aumentare la caccia. Quella di concedere più deroghe e una più lunga stagione venatoria.
E tutto questo si consumerà nel 2010, in apertura dell’anno internazionale della natura e della biodiversità, con il primo provvedimento del Governo e dello Stato italiano che sarà una riduzione delle tutele per la biodiversità e il via libera ad un nuovo assalto alla natura.
Le chiediamo dunque, Signor Presidente, di intervenire in prima persona sul suo Governo e in particolare sul Ministro Ronchi, chiedendo la cancellazione dell’articolo 38, ed evitando questo vero e proprio inganno per quel 90% di italiani che sono fortemente contrari ad ogni ulteriore concessione alla caccia e anzi chiedono più tutele e più rispetto per gli animali, la natura, la tranquillità dei cittadini”.

Segue elenco associazioni

Amici della terra
Animalisti italiani
ENPA
Italia Nostra
Legambiente
Fare verde
LAC
LAV
LIDA
LIPU – BirdLife Italia
Greenpeace Italia
Oipa
WWF – Italia
VAS – Verdi Ambiente e Società
Associazione Vittime della caccia
Associazione No alla caccia
Comitato Parchi Nazionali
Gaia
ISAT
Koinè - Associazione per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali
Associazione Medicina democratica
Cittadinanza attiva - Puglia
Caserta città ciclabile
Istituto Nazionale di Biorachitettura – Siracusa
Forum Ambientalista
Organizzazione Lucana per l’ambiente
Comitato civico per l’ambiente del XIII municipio di Roma
Comitato di quartiere amici della Madonnetta
Associazione GRIDAS
Associazione ornitologi Emilia Romagna
Comitato Acqua Pubblica di Caserta
CAP – Enpa Parma
CAP - Associazione Qua la zampa
CAP - Lega del Cane
CAP - Animal House
CAP - Comitato per il canile di Parma
CAP - Amici Cani
GAROL
Associazione Litorale Romano e Vasche Maccarese
SROPU
Associazione Estuario Nostro – Venezia
Associazione Rocchetta e dintorni – Lido di Venezia
Associazione La Salsola – Venezia
Associazione animali in città – Venezia
Associazione Vegetariani italiani – Sezione di Venezia
Associazione Fidoamico – Venezia
Associazione Dingo - Sezione di Venezia
Associazione Paeseambiente – Treviso
Associazione Amici del “Troian”
Fondazione Goffredo Caetani
Associazione ORNIS italica
Associazione La Spinosa per l’ambiente – Velletri
Cittadinanza attiva - Latina
Fondazione Marcello Zei
Associazione Villaggio Fogliano
La Pangea ONLUS
Associazione Astra Ambiente
Associazione La Domus
Associazione Ombre lucenti
Associazione Fotoclub – Sezione Latina
Fondo siciliano per la natura - Pro natura
Alellammie
CRAL INPDAP - Latina
Associazione ONDA – Sezione Latina
Associazione A.GE. – Progetto Andrea
Comitato per la tutela dell’ambiente e del territorio – Pavia
Associazione Incontramondi
Comitato civico Torre d’Isola
AINS Onlus
Associazione In esaurimento
Comitato di base del Cassano
Centro territoriale Mammut
Associazione VO.DI.SCA.
Centro H.Urtedo
Associazione Marco Mascagna
Associazione Asfodelo
Associazione Agrifoglio
Associazione Cuneobirding Onlus
Associazione EBN – Italia
Circolo ARCI – Ortosonico di Giussago
Comitato Pavia – Asti - Senegal
Associazione dei Nonni e delle Nonne Aregentovivo di Bereguardo
Associazione CAFE – Pavia
Associazione per fare un albero Onlus
Associazione il Naviglio pavese ONLUS
Associazione Allelammie
ARF
Azalea
L'Alberata
La Vita degli Altri Onlus
D.N.A.
Adea
Avda
Amiche di Lu
Cendea Centro Documentazione Eco Animalista
U.N.A. Uomo Natura Animali
Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale
Associazione VerdeMediterraneo
Associazione Ligure Agenti di Vigilanza Ambientale
Animalisti Italiani Onlus,
Acif Lanciano
Associazione Cinofila Frentana
ASADA Chieti
Associazione del canile di Chieti
ALTARES - Associazione per la trasparenza attività amministrative
UNA ABRUZZO
Associazione trovatelli 4 mila – Napoli
Associazione Centro Tutela fauna selvatica esotica Monte Adone
Associazione LA FENICE
Associazione Amici degli Animali (ADA)
e altre

giovedì 31 dicembre 2009

Buon anno


 

Ultimo post del 2009. La speranza, di tutti, è che il prossimo anno sia migliore di quello che sta finendo. Non voglio essere pessimista, almeno oggi. Del resto come disse un saggio: "Il pessimista è solo un ottimista con esperienza". Pertanto dirò che non sarà difficilissimo che il 2010 potrà essere migliore del 2009. Noi siamo qui, a fare il poco che possiamo fare, perché la speranza si avveri. Buon anno a tutti.

AVVERTIMENTO

I links (collegamenti) per il download (trasferimento in elaboratori remoti) di brani musicali sono relativi a files compressi a bassa fedeltà, di tipo mp3, in accordo con l'art. 70, comma 1 bis della Legge 24 Aprile 1941, n. 633 ("Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio"), così come modificato dall'art 2, comma 1 della Legge 9 Gennaio 2008, n. 2 ("Disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed editori") e sono pubblicati per uso didattico e/o scientifico, non a fini di lucro.
Il testo definitivo dell'art. 70, c. 1 L. 633/41, infatti, così recita: "E' consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro".