venerdì 11 novembre 2011

venerdì 3 giugno 2011

C'è ancora speranza







Risultati elettorali insperati. Ma forse la grande maggioranza degli italiani non ne può più.


Adesso tutti a votare i referendum del 12 e 13 Giugno.


Ricordiamo:



  • Scheda rossa, quesito 1: è il quesito relativo all'acqua e nello specifico votando SI si chiede l’abrogazione dell’art. 23 bis della legge 133/2008 in base alla quale la gestione del servizio idrico può essere affidata a soggetti privati attraverso gara o a società a capitale misto pubblico-privato;
  • Scheda gialla, quesito 2: è ancora un quesito sull'acqua e nello specifico se si vota SI si cerca di abrogare l’articolo 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 secondo il quale è possibile determinare la tariffa del servizio idrico integrato “in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”;
  • Scheda grigia, quesito 3: è il quesito relativo al nucleare e nello specifico si chiede, votando SI, l'abrogazione dell’art. 7, comma 1, lettera d, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 n. 133, per quel che riguarda la libertà di realizzare impianti nucleari sull’intero territorio nazionale;
  • Scheda verde, quesito 4: è il quesito relativo al legittimo impedimento ovvero la possibilità, votando SI, di abrogare l'articolo 1 (commi 1, 2, 3, 5, 6) della legge 7 aprile 2010 51 che disciplina i casi in cui il Presidente del Consiglio e il Ministri possono non comparire in udienza penale.

giovedì 13 gennaio 2011

Indignatevi

Questa volta voglio solo riportarvi una breve recensione di un libro francese, non ancora uscito in Italia. Per parte mia, se non sarà pubblicato in italiano, per una schifosa forma di autocensura, rispolvererò il mio francese, lo comprerò e lo leggerò nella lingua madre.

Contro le canaglie

di Antonio Padellaro
 
Nell'Italia che ammira i furfanti di successo la parola indignazione può avere un suono ridicolo. Non la ribellione a quanto offende la dignità propria e degli altri. Bensì una maschera moraleggiante e ipocrita con cui dissimulare frustrazione e invidia per chi ha saputo meritarsi denaro e potere, non importa come. Diciamo la verità, qui da noi tra una simpatica canaglia e uno sdegnato galantuomo non c'è partita. Non tutto è perduto, però. Forse anche Stéphan Hessel quando ha dato alle stampe in Francia il suo breve pamphlet pensava a una cerchia ristretta di lettori. Un prevedibile insuccesso per vari motivi. L'età dell'autore, innanzitutto: 93 anni. Si sa la vecchiaia non è mai attraente, e poi cosa avrà mai di interessante da raccontarci l'arzillo nonnino? Ecco le prime righe: "Ricordare le radici nel mio impegno politico negli anni della Resistenza" . Oddio la Resistenza, massimo rispetto, per carità, ma stiamo parlando di un secolo fa. E come s’intitola questo polveroso mattone? Indignez-vous! .Mamma mia, chissà che noia. Ebbene: oltre 500 mila copie vendute in pochi mesi. Le librerie prese d'assalto. Le prime pagine sui principali giornali e grandi dibattiti in tv. Insomma, Hessel superstar. Merito di concetti come questo: "Dobbiamo vegliare tutti insieme affinché la nostra società resti una società di cui andare fieri. Non la società dei sans papier, delle espulsioni, dei sospetti nei confronti degli immigrati, non la società che rimette in discussione le pensioni, le conquiste sociali, non la società nella quale gli organi di informazione sono in mano ai ricchi, tutte cose che avremmo rifiutato se fossimo stati gli autentici eredi del Consiglio Nazionale della Resistenza". Naturale che siano stati soprattutto i giovani francesi ad indignarsi proprio come Stéphan Hessel. Se non ci fosse stato il suo libro non avrebbero mai saputo che alla base della democrazia conquistata con il sangue di tanti c'erano principi e valori ispirati a una organizzazione razionale dell'economia sottratta al potere delle grandi banche. Stéphan e i suoi compagni avevano combattuto contro il nazismo. Ma anche per un futuro che garantisse una stampa realmente indipendente e un’istruzione di qualità per tutti i bambini francesi senza discriminazione alcuna. E allora cominciamo a indignarci anche noi. Contro l'arroganza delle canaglie al potere. Contro la pavidità di certi oppositori sempre pronti a piegare la schiena davanti alla legge del più forte. Può aiutarci questo piccolo libro di un anziano signore rimasto fedele ai suoi ideali di gioventù.




giovedì 9 dicembre 2010

...



Cos'è, un diario? Non so. È tanto che non scrivo.
La giornata è grigia.
La situazione politica è grigia, fino a poco fa era nera, ma una luce vera e propria, ancora non si vede.
Quella economica più o meno uguale, tendente al nero.
La Roma è grigia, nonostante i colori.
Il futuro? Grigio.
Ma allora cos'è, un diario? Mah, è tanto che non scrivo... (repeat)

venerdì 20 agosto 2010

KOSSIGA



Così, come era scritto sui muri d'Italia, quando ero più giovane. Leggendo elogi e necrologi dedicati all'emerito presidente, in questi giorni ho ripensato a quelle scritte e agli anni passati. Anni di misteri, di stragi, più o meno di stato, come cantava Claudio Lolli. Un po' per ricordare, un po' per farli conoscere a mio figlio, ho comprato due libri che consiglio vivamente a chiunque non abbia paura della storia e della verità, anche se spesso è velata, distorta, depistata. Sono due libri che usano la tecnica del fumetto per attualizzare ed emozionare di più: "La strage di Bologna" di Alex Boschetti e Anna Ciammitti, e "Ustica scenari di guerra" di Leonora Sartori e Andrea Vivaldo, editi entrambi da BeccoGiallo (www.beccogiallo.it). Ricchi di informazioni, anche di "partenza" (per saperne di più...), e di interventi autorevoli, costituiscono una preziosa testimonianza per chi non c'era e per chi c'era e non ricorda. Per non dimenticare.

sabato 5 giugno 2010

La libertà di stampa e i libri

Il disegno di legge 1425 contenente le norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, dopo essere stato approvato alla Camera e integrato alla Commissione giustizia del Senato sta per essere discusso in Senato.
Così com’è, la legge rischia di compromettere un diritto dei cittadini, tutelato dalla nostra Costituzione: quello di informazione e di critica.
Ci riferiamo in particolare alle modifiche alle disposizioni attualmente vigenti in merito alla possibilità di pubblicare una sintesi degli atti giudiziari (che siano intercettazioni o interrogatori o qualunque altro documento) non più coperti da segreto prima della conclusione dell’udienza preliminare.
Inoltre la legge in discussione in Parlamento aggancia il divieto di pubblicazione a un’altra legge esistente (la 231 del 2001) relativa alla responsabilità amministrativa delle imprese per reati commessi dai dipendenti nell’interesse aziendale. Con il risultato di inasprire le sanzioni previste sia per i giornalisti (fino a 20.000 euro) sia per gli editori (fino a 465.000 euro). Editori che vengono spinti ad un controllo preventivo sull’operato di giornalisti e autori, attraverso l’acquisizione preliminare di informazioni rilevanti sulle loro inchieste.
Se la legge fosse approvata, per far solo un esempio, oggi probabilmente l’opinione pubblica italiana nulla saprebbe della vicenda che ha portato alle dimissioni del ministro Scajola…
Riteniamo dunque che il nostro paese corra il rischio di una grave limitazione della libertà di stampa, parte essenziale di uno Stato di diritto liberale e democratico. E questo vale non solo per i giornali ma anche per i libri, che svolgono anche in Italia una funzione essenziale per consentire ai cittadini una scelta democratica libera e consapevole.
Ancor più grave sarebbe poi l’effetto sulla società civile. Come chiarito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, la cronaca giudiziaria è essenziale in democrazia per consentire ai cittadini di verificare il corretto funzionamento della macchina della giustizia. Privati delle informazioni necessarie non potrebbero formarsi una opinione equilibrata sulla legittimità delle azioni intraprese dalla magistratura, come invece nei recenti casi sopra citati la cronaca giudiziaria ha consentito loro di fare.

AVVERTIMENTO

I links (collegamenti) per il download (trasferimento in elaboratori remoti) di brani musicali sono relativi a files compressi a bassa fedeltà, di tipo mp3, in accordo con l'art. 70, comma 1 bis della Legge 24 Aprile 1941, n. 633 ("Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio"), così come modificato dall'art 2, comma 1 della Legge 9 Gennaio 2008, n. 2 ("Disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed editori") e sono pubblicati per uso didattico e/o scientifico, non a fini di lucro.
Il testo definitivo dell'art. 70, c. 1 L. 633/41, infatti, così recita: "E' consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro".